LE ARMI O LA VITA!
Un percorso costruito dal basso per dire basta al sistema tecnocapitalista che produce disuguaglianze, distruzione e morte.
Siamo le comunità che vivono sulla propria pelle e sui territori i conflitti ecologico distributivi. Quelle che hanno contribuito meno alla crisi ecologica ma ne subiscono maggiormente gli effetti.
Nel silenzio della politica, dinanzi all’assenza di proposte adeguate e coerenti di chi si definisce alternativo alle politiche governative, solo la partecipazione della cittadinanza alla scelte politiche e l’organizzazione di comportamenti collettivi può cambiare le cose. In una democrazia ferita e a bassa intensità come la nostra, è necessaria un’azione dal basso che metta insieme le comunità colpite dal peggioramento delle condizioni ecologiche e sociali, i movimenti per la giustizia ambientale e sociale, i lavoratori e le lavoratrici, le istituzioni locali dove possibile. Così da raggiungere la massa critica necessaria per incidere e portare all’attenzione pubblica le proposte e le alternative per tornare a vivere bene.
Affrontare questi temi e cambiare le priorità politiche è possibile attraverso iniziative, mobilitazioni e proposte in grado di mobilitare la partecipazione, restituendo voce e rappresentanza all’impegno della cittadinanza e dei movimenti per la giustizia ambientale e sociale.
I MOVIMENTI:
Peacelink Taranto; Movimento No Tav; Rete tutela Roma Sud e castelli romani; Tavoli del Porto di Fiumicino; Comitato No Ponte Capo Peloro; Invece del Ponte; Assemblea No Ponte; RiMaflow; Comitato referendum per San Siro Milano; Tribunale Internazione per i Diritti della Natura; Extinction Rebellion; Gruppo di Antispecismo Politico; Comunità Laudato si’ Castelli Romani; Altro Modo Flegreo APS; Rete dei Numeri Pari; Emmaus Italia; Campagna Stop ReArm Europe; Rete A pieno regime, Arci; Oxfam Italia; Unione Inquilini; ACMOS aps; Rete #NoBavaglio; L.E. 0100 #lavoroeducativo; (elenco in aggiornamento)
A meno di tre mesi dalla prossima conferenza mondiale delle parti sul clima, il governo Meloni cancella i fondi per la riconversione ecologica, nega la crisi climatica, taglia le risorse per le bonifiche ambientali e la sicurezza sociale, reprime gli eco attivisti che dicono la verità e protestano, non ascolta le comunità colpite dalle ingiustizie ambientale e da progetti sbagliati, regala soldi pubblici alle lobby dei fossili e delle armi, affossa il Green deal europeo, si inchina agli interessi delle grandi imprese statunitense accettando i ricatti e le politiche dei dazi di Trump, mentre l’umanità affronta la più grave crisi ambientale e sociale della sua storia e il collasso climatico mette a rischio la sicurezza di tutti e tutte. (CONTINUA A LEGGERE)
Per costruire un'internazionale della Terra!
Al Summit ci troveremo insieme, popolazioni indigene, movimenti femministi, quilombolas, comunità di tutto il mondo si uniremo per elaborare un programma che riconosca il profondo legame tra giustizia ecologica, ambientale, sociale e diritti territoriali.